Il nostro progetto di arte postale "Auguri Toscanello! per festeggiare i 50 anni del Toscanello d'oro è al termine.
La mostra delle cartoline pervenute da tutto il mondo è al Museo Geo, Pontassieve, dal 29 maggio al 2 giugno.
Venite a vedere che originalità!
Ciao Osvaldo
lunedì 13 maggio 2019
Oggi è una giornata tinta di quei grigi che solo #Osvaldo #Curandai sapeva trovare sulla tavolozza.
Ci uniamo alla Associazione Mazzon per esprimere alla famiglia il dolore di tutti i nostri soci per la scomparsa di questo nostro comune socio. Grande amico e illustre pittore.
Averlo conosciuto è stato uno di quei regali che la vita riserva.
Ciao Osvaldo.
13 maggio 2019
Qui una breve biografia.
Nato a Firenze il 3 giugno 1931, risiede e lavora a San Donato, una frazione del comune di Bagno a Ripoli.
La passione per il disegno e per la pittura è presente fin dall'infanzia. Da bambino, a margine del libro di Salgari disegna il ritratto del fratello. Ogni pezzo di carta è buono per farne un'opera d'arte. Prosegue come autodidatta finchè incontra il maestro Giuseppe Mazzon che lo conduce ad esplorare la pittura ad olio all'aria aperta, dove il suo straordinario talento si sposa subito con una tecnica magnifica e personale.
Nella sua lunghissima carriera ha esposto a Bologna, Riccione, Faenza, Pontecchio Marconi, Cortina, Milano, Reggio Emilia, ecc.. E' stato per lunghi anni in esposizione permanente presso la prestigiosa galleria Bongiovanni di Bologna.
Le sue opere sono in importantissime collezioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla ex URSS, dal Lussemburgo all'Arabia Saudita.
...durante la personale di Osvaldo Curandai presso la galleria d'arte "il Castello", via Brera a Milano, nel 1970, l'indimenticabile Dino Buzzati disse: Curandai è l'ultimo poeta romantico sopravvissuto agli esperimenti pittorici dei nostri giorni.
Ci uniamo alla Associazione Mazzon per esprimere alla famiglia il dolore di tutti i nostri soci per la scomparsa di questo nostro comune socio. Grande amico e illustre pittore.
Averlo conosciuto è stato uno di quei regali che la vita riserva.
Ciao Osvaldo.
13 maggio 2019
Qui una breve biografia.
Nato a Firenze il 3 giugno 1931, risiede e lavora a San Donato, una frazione del comune di Bagno a Ripoli.
La passione per il disegno e per la pittura è presente fin dall'infanzia. Da bambino, a margine del libro di Salgari disegna il ritratto del fratello. Ogni pezzo di carta è buono per farne un'opera d'arte. Prosegue come autodidatta finchè incontra il maestro Giuseppe Mazzon che lo conduce ad esplorare la pittura ad olio all'aria aperta, dove il suo straordinario talento si sposa subito con una tecnica magnifica e personale.
Nella sua lunghissima carriera ha esposto a Bologna, Riccione, Faenza, Pontecchio Marconi, Cortina, Milano, Reggio Emilia, ecc.. E' stato per lunghi anni in esposizione permanente presso la prestigiosa galleria Bongiovanni di Bologna.
Le sue opere sono in importantissime collezioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla ex URSS, dal Lussemburgo all'Arabia Saudita.
...durante la personale di Osvaldo Curandai presso la galleria d'arte "il Castello", via Brera a Milano, nel 1970, l'indimenticabile Dino Buzzati disse: Curandai è l'ultimo poeta romantico sopravvissuto agli esperimenti pittorici dei nostri giorni.
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UOVA D'ARTE
venerdì 19 aprile 2019
Anche sulla tavola Pasquale possiamo mettere un pizzico d'arte.
La tradizione di regalare a Pasqua uova decorate è antica e questo ha prodotto nel tempo piccole e grandi opere.
Nella nostra zona continua in molte famiglie la tradizione di decorare le uova sode con veli di cipolla e prezzemolo (prima foto), da far benedire la notte di Pasqua e mettere in tavola nel pranzo come simbolo di rinascita.
Ben più costose invece erano le famosissime uova Fabergè, la serie di uova artistiche che era diventata una tradizione Pasquale per gli zar di Russia fino al 1917.
Molto ritengono che la sorpresa nell'uovo derivi da questo artista orefice che iniziò la serie con un uovo smaltato, con dentro un tuorlo d'oro, con dentro una gallina che dentro a sua volta conteneva un gioiello (seconda foto).
La serie poi si ampliò con oltre 50 uova, ognuna delle quali di fattura originalissima e sempre con sorpresa. Una ad esempio conteneva il treno della Transiberiana, in formato ridotto, si intende (terza foto)
Vere e proprie opere d'arte, alcune delle quali sono andate perdute.
Ma sarà vero che il regalo dentro l'uovo l'ha inventato Fabergè? Anche stavolta c'è chi sostiene che quello che è stato inventato ha origini italiane. Sembra infatti che già dal settecento i cioccolatieri piemontesi mettessero i regalini nelle uova di cioccolato.
Se non siete né orefici né pasticceri ma per Pasqua volete esprimere la vostra creatività vi invitiamo a decorare le uova sode, meglio se con ingredienti naturali come veli di cipolla, prezzemolo, curcuma, te' rosso o altro.
N.B. Se lo fate con colori artificiali, come gli acrilici, l'uovo non è commestibile visto che il guscio è poroso. Ma potreste svuotarlo da fresco, colorarlo ed usarlo come decorazione.
BUONA PASQUA
(Foto Wikimedia)
La tradizione di regalare a Pasqua uova decorate è antica e questo ha prodotto nel tempo piccole e grandi opere.
Nella nostra zona continua in molte famiglie la tradizione di decorare le uova sode con veli di cipolla e prezzemolo (prima foto), da far benedire la notte di Pasqua e mettere in tavola nel pranzo come simbolo di rinascita.
Ben più costose invece erano le famosissime uova Fabergè, la serie di uova artistiche che era diventata una tradizione Pasquale per gli zar di Russia fino al 1917.
Molto ritengono che la sorpresa nell'uovo derivi da questo artista orefice che iniziò la serie con un uovo smaltato, con dentro un tuorlo d'oro, con dentro una gallina che dentro a sua volta conteneva un gioiello (seconda foto).
La serie poi si ampliò con oltre 50 uova, ognuna delle quali di fattura originalissima e sempre con sorpresa. Una ad esempio conteneva il treno della Transiberiana, in formato ridotto, si intende (terza foto)
Vere e proprie opere d'arte, alcune delle quali sono andate perdute.
Ma sarà vero che il regalo dentro l'uovo l'ha inventato Fabergè? Anche stavolta c'è chi sostiene che quello che è stato inventato ha origini italiane. Sembra infatti che già dal settecento i cioccolatieri piemontesi mettessero i regalini nelle uova di cioccolato.
Se non siete né orefici né pasticceri ma per Pasqua volete esprimere la vostra creatività vi invitiamo a decorare le uova sode, meglio se con ingredienti naturali come veli di cipolla, prezzemolo, curcuma, te' rosso o altro.
N.B. Se lo fate con colori artificiali, come gli acrilici, l'uovo non è commestibile visto che il guscio è poroso. Ma potreste svuotarlo da fresco, colorarlo ed usarlo come decorazione.
BUONA PASQUA
(Foto Wikimedia)
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Artlab mercoledì 20 marzo
mercoledì 20 marzo 2019
Dalle 18 alle 23
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